30 Nov 2017 alle 14:28
C’era una volta il ponte… eventi e party dal 6 al 9 dicembre a Milano.
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Partenze intelligenti, code, catene a bordo, skipass e chi più ne ha più ne metta. No, stavolta non ce la facciamo proprio! E pensare che una volta, al solo citare la parola “ponte”, c’era già aria di smobilitazione in tutta Milano. Uscire la sera in quei giorni, poi, era un pellegrinaggio alla ricerca di qualcosa di valido aperto. Non è più così (per fortuna), ed infatti ora c’è l’imbarazzo della scelta: il problema è passato da “cosa c’è da fare?” a “cosa c’è da scegliere?”. Niente paura, adesso che anche voi avete rimesso gli sci in cantina, vi aiutiamo noi a trovare quello che cercate. Dopotutto siamo cacciatori di eventi…

6 dicembre

Il prologo di questo weekend in anticipo è una tappa obbligata. Alla Santeria in Viale Toscana arrivano infatti gli Hercules and Love Affair, il gruppo pop e dance americano che è in concerto dopo la pubblicazione del nuovo album “Omnion” uscito a settembre su Atlantic Records. La band, creata da Andy Butler nel 2004, giunge così al suo quarto album, dopo “Hercules And Love Affair (2008, DFA records), “Blue Songs” (2011, Moshi Moshi) e “The Feast Of The Broken Heart” (2014, Moshi, Moshi). I ticket sono disponibili fino ad esaurimento su www.ticketone.it . Rompiamo il ghiaccio (per restare in tema) così!

7 dicembre

Ieri abbiamo tastato il terreno e ci siamo lasciati andare, ma non troppo. Oggi le cose iniziano a farsi decisamente più serie.

Se comunque l’intenzione è buttarsi su un grande nome, restando però su una linea musicale ancora “morbida”, l’ospite che troviamo al Dude è perfetto: Roy Ayers è infatti un Senior e un Signore della musica, coi suoi 77 anni, passati tra avanguardia della musica Jazz, espressa con metriche più libere e spesso contaminata con funk e hip hop (tanto da essere considerato tra i padri dell’acid jazz), fino a sfociare nell’House, genere per il quale vanta collaborazioni con pilastri come Kerri Chandler e i Masters At Work. Pilastri per i quali, probabilmente, Ayers rappresenta una colonna portante.

Per i più nostalgici, quelli che magari hanno anche appeso le scarpette da ballo in favore delle pattine da casa, ma che ogni tanto ripensano il sabato sera a una decina di anni fa, tirando un mezzo sospirone, c’è pronta una macchina del tempo che sa di remember: ve lo ricordate il P Gold?! Sì, da lì ne sono passati tanti, quindi la domanda è quasi superflua. Fatto sta che stasera il marchio torna con tutti i suoi elementi più caratteristici, in quella che è la location dove in passato ha avuto il più grande successo: il Gate Club, ex De Sade di via Valtellina. Dress Code rigorosamente nero e oro, musica degli storici Obi Baby, Remo e Nino Lopez con la voice di Dave e animazione e live show come i bei tempi. “Pinocchio” è il tema di ispirazione fiabesca, forse perché riguardare ai tempi passati è un po’ come dirsi una bugia, o forse perché P Gold è stata una favola tutta italiana.

I più avventurieri invece, manco a dirlo, troveranno pane per i loro denti ad Adventures, la serata mensile del Tunnel Club che stasera ha in cartello un nome davvero interessante: Shanti Celeste, la dj di origine cilena che, dopo anni spesi a Bristol e Berlino, ha assorbito inflessioni sonore fatte di groove house e deep unite a cadenze ricche di energia più techno, espresse nelle produzioni, come quelle uscite su Secretsundaze o Idle Hands o sulle sue Brstl e Peach Discs. Una foresta di suoni, tra cui inoltrarsi facendosi strada col drink in mano.

All’Amnesia, invece, ci andiamo senza pensieri, per sentire qualcosa di più semplice ma comunque incalzante, se è vero che Cuartero ed Hector Couto, spesso ospiti in passato del club di via Gatto, hanno uno stile più tech house ma davvero coinvolgente. Anche perché poi, fare troppo gli impegnati e i professoroni musicali, lascia il tempo che trova se a fine serata chi c’è in consolle non ti ha fatto ballare. E il trio di stasera, con Stefano di Miceli, non ti lascerà certo incollato al divanetto a bordo pista.

Trasversale. Ecco un ottimo aggettivo per la musica di Dj Pandaj. Intendiamoci, il suo stile lo riconosci, comunque. Ma c’è appunto la multimatericità di genere, con hip hop ed elettronica ma anche funk, sfumature di un gusto che lo ha reso apprezzatissimo anche da colleghi di rango come Saturnino, Roy Paci e Frankie Hi-Nrg. Il tutto condito da quell’ essere sul pezzo, ma fuori dal tracciato, quello più battuto, in favore appunto di sentieri più trasversali, come quelli che possono portarti stasera a sentirlo al Cox18.

8 dicembre

“Continuiamo a muoverci per non esaurire la necessità di farlo, oltre l’evasione e verso l’abolizione della realtà. Siamo solo noi a rendere sensibili forze altrimenti irriconoscibili. Solo noi, ma non siamo soli.” Un lamento, un aprire gli occhi attraverso le orecchie, una consapevolezza che sa di oblio, forze della musica e del corpo, dirompenti, come la sesta edizione di Dance Affliction al Macao, dirompenti come l’hardcore e l’industrial, come l’elettronica e tutto ciò che non hai sentito e che c’è da sentire, dirompenti come una notte in viale Molise.

Francia vs Romania. Non si parla di qualificazioni ai mondiali, semmai di un’amichevole, ma non di pallone. Le squadre hanno le stesse maglie e il passaggio da una o dall’altra parte è regolato solo dal corridoio che divide la main room del Dude Club dall’Osservatorio Astronomico. Da un lato, in main, infatti la techno del francese Dj Deep, parigino peso massimo del genere e owner di Deeply Rooted; dall’altro, nell’osservatorio, la crew di Sound Bakery con il suo quarto appuntamento stagionale che ospita uno dei più venerati dj usciti dalla scena micro & minimal rumena, Barac. Non vince nessuno, perde solo chi abbandona il terreno di gioco prima della fine.

barac

Viaggi ai confini dello scibile, ma non dell’udibile: Orbiter è fuori dal coro, è spaziale, è quello che non pensi è soprattutto, questa sera, T E C H N O A M B I E N T D U B N O I S E H O U S E S P A C E O C E A N S M A L E F E M A L E, con Serena Butler, l’elemento di incognita definito solo da quello che suona. Al Tunnel, se vuoi vederla, nel tunnel, se vuoi sentirla.

Cannibalizzare suoni è un po’ il nostro hobby e non è un caso che, tra le varie tappe, si finisca al Plastic, per l’appuntamento mensile coi ragazzi di Le Cannibale. Data speciale, posto speciale, nome speciale: SPILLER, quello del tormentone “Groovejet”, in main room, affiancato da Uabos e Palomar. Per dirla all’inglese: “If this ain’t love”!

9 dicembre

Veniceberg è uno dei club più attivi dell’avanguardia italiana. Ma è anche una crew, un marchio ed un’etichetta. Insomma Veniceberg è uno degli attori prolifici del mondo musicale più underground, un po’ come Masada e come Soundproof, il party progetto che mensilmente ci regala chicche da spellarsi le mani. Stavolta, appunto, gli ospiti sono i resident dei “cugini” di Veniceberg, Omar Akhrif & Brun e Predah. Quei pomeriggi un po’ eroici…

soundproof

Si parla di resident e il tema è quanto mai attuale, visto che spesso, ciò che manca in un club, è proprio la valorizzazione di questa figura. Take It Easy lo sa e da anni promuove il rapporto tra il suo pubblico e i suoi djs di casa, affidandogli anche maratone all night long con cui dare fondo a tutto il proprio repertorio davanti al pubblico di casa. Stasera, quindi, si va con Bugsy tutta la notte, tra le mura amiche del Tunnel Club.

E sono tre su tre. Instancabili e insaziabili, al Dude sono così. E siamo anche contenti, visto che l’ultima fatica in programma si chiama Boo Williams, aka kg e kg (letteralmente) di groove provenienza Chicago. Se sei passato anche giovedì e venerdì da via Boncompagni, ormai all’ingresso ti prenderai anche una pacca sulla spalla e, magari, all’uscita ti saluteranno con un “a venerdì prossimo”!

Nella panoramica dei luoghi scomparsi dalle notti milanesi del passato, ci manca ancora di parlare, tra gli altri, del Rainbow Club. Lo faremo presto, intanto però questo sabato, al Serraglio Club c’è Karmadrome, la serata di indie Disco nata più di 20 anni fa al mitico Rainbow. Magari, tra un pezzo degli anni ’90 e l’altro, potreste anche trovare chi vi racconterà dei tempi del club di via Forze Armate.

È tutto?! Beh, quasi quasi, potremmo fare una tappa all’after…una cosa veloce però…

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